Perchè un blog sulle radici del Cilento?

spighe

Il tipo di approccio che vogliamo privilegiare con questo blog è quello della ricerca delle tradizioni cilentane per portarle ad essere conosciute altrove. Non è una rivisitazione nostalgica di quello che fu ma una riflessione su quello che si potrebbe costruire partendo dalla nostra storia. Il mondo rurale cilentano è in un momento di grande cambiamento. Si è capito che le tradizioni da sole non possono reggere il confronto con un mercato che si è evoluto e che richiede un forte impegno nella ricerca della qualità e della difesa del territorio. L’economia legata al mondo rurale nel Cilento vede sempre più spesso penalizzati coloro che non hanno saputo innovare le proprie produzioni anche per mancanza di una sensibilità precisa nella ricerca del miglioramento dei propri prodotti. Le colture tradizionali più diffuse sono quelle dell’olivicoltura, della fichicoltura, delle ortive… pochi hanno capito che è ora di rivolgersi ai mercati con un approccio innovativo che sia rispettoso sì delle tradizioni ma che sia capace di andare oltre l’aspetto prettamente localistico legato al folklore e ai sentimentalismi. Il Cilento può giocare un ruolo di primo piano in determinati ambiti e circuiti ma bisogna uscire dal clichè del contadino che coltiva il proprio orticello come si faceva 50 anni fa, senza cercare alleanze/collaborazioni tra coloro che hanno in comune l’interesse per il rurale. Nonostante i dibattiti che si sono accesi negli ultimi tempi grazie alla diffusione dei social networks la situazione è rimasta pressochè immutata in questa parte del meridione d’Italia: c’è un gran parlare, un gran dibattere, molta agitazione ma, alla fine, le campagne restano spopolate e l’accesso alla terra molto complicato. Il Cilento è oggi un’area a bassissima densità demografica in cui vige un’economia di autoconsumo e in cui abbiamo un sistema produttivo che presenta caratteristiche di scarsa evoluzione, mancanza di innovazione e scarse e lontane prospettive di crescita. Il turismo delle seconde e terze case ha dato il colpo di grazia a un territorio già in forte crisi da un punto di vista occupazionale e di reddito e, come dicevamo, il settore agricolo rappresenta oggi forse l’unica possibilità di crescita a patto che si prenda coscienza della necessità di mettere in campo misure che puntino ad arginare il declino delle attività rurali e lo spopolamento del territorio. La nuova sfida si gioca soprattutto sul terreno del posizionamento, sulla capacità di rompere i vincoli delle marginalità vecchie e nuove e di allargare e rafforzare la base produttiva e socio-demografica del territorio. In questo blog cercheremo di dar voce a tutti coloro che stanno lavorando per costruire un prodotto di eccellenza, a tutti coloro che pensano che si possano, assieme, raggiungere livelli qualitativi in grado di posizionarci sul mercato, sia esso territoriale che extra territoriale. A tutti coloro che non hanno visibilità perchè non hanno la forza e nemmeno il tempo di dedicarsi ad attività di comunicazione e di marketing, a tutti coloro che difendono la cultura e la tradizione del nostro territorio.

Annunci

Il Cilento: vorrei ma non posso

Perchè in Cilento è così difficile innescare strategie produttive efficaci nei settori dell’agroalimentare, nella promozione enogastronomica e ne turismo in generale? Perchè non si riesce a capire quanto sia importante promuovere i prodotti agricoli presso i ristoranti del territorio? Perchè questa cosa è così difficile da capire e da realizzare?

Abbiamo in Cilento una quantità incredibile di prodotti di qualità, di grande tradizione, di eccellenze ampiamente riconosciute ed apprezzate, di presidi Slow Food, di prodotti biologici. Il fagiolo di Controne, i ceci di Cicerale, il maracuoccio di Lentiscosa, il fagiolo di Casalbuono, la cipolla di Vatolla, il fagiolo di Gorga, il fagiolo di Mandia, le alici di menaica, la mozzarella nella mortella, il cacioricotta cilentano, il fico bianco del Cilento, il grano prodotto a Caselle in Pittari, a San Mauro Cilento, nella valle di Pruno, i vini e le numerose case vitivinicole del Cilento (una realtà tra le più interessanti del panorama produttivo)… insomma un territorio (apparentemente) ricco e pieno di risorse ma scarso per quanto riguarda la possibilità di fare reddito. Perchè?

Perchè abbiamo tante entità slegate tra loro, perchè siamo ultraindividualisti, perchè il Parco ha abdicato a quella che doveva essere la sua missione primaria: fare da collante e contribuire a coordinare le attività che animano il territorio, questo per le colpe di una gestione miope e interessata. Un ente che, al contrario, dovrebbe essere retto da persone lungimiranti e capaci di andare oltre gli interessi personali. Personaggi che a lungo hanno spadroneggiato e oggi si ergono a paladini delle buone pratiche… (sic!)

Il recente insediamento del nuovo presidente sembra aver cambiato la politica di scelte scellerate e deteriori per il territorio a cui eravamo e siamo abituati. Speriamo.

 

La pubblicazione della Guida del Cilento di cui sono autore, edita da AreaBlu Edizioni e il successo finora registrato nelle vendite e nel gradimento di tutti coloro che hanno avuto occasione di visionarla, mi ha convinto ancora di più che si possono innescare percorsi virtuosi e che quando accade le ricadute sono immediate. La “nostra” guida è uscita dai confini territoriali e ha riscosso interesse e consenso anche oltre i confini nazionali (c’è una versione in inglese e si sta lavorando alla versione in lingua tedesca), questo a conferma del fatto che il Cilento ha un grande appeal nei circuiti legati al turismo e all’enogastronomia. Lo step immediatamente successivo è la valorizzazione dell’agroalimentare cilentano e delle sue tradizioni. Abbiamo grandi storie da raccontare e abbiamo la possibilità di affascinare e attrarre turisti tutto l’anno ed è in questa direzione che bisogna investire.

Abbiamo un territorio ricchissimo di storia e di reperti archeologici molte volte mortificato dall’incuria e dall’abbandono, è ora di ripensare alle strategie di promozione dei siti archeologici e storici e non parliamo solo delle aree di Paestum e Velia: ci sono reperti archeologici a Roccagloriosa, a Moio della Civitella, a Monte Pruno, a Sant’Angelo a Fasanella… senza dimenticare le chiese basiliane (San Filippo d’Agira a Laurito, San Filadelfo a Pattano, Santa Maria di Grottaferrata a Rofrano, il cenobio basiliano di San Giovanni Battista a San Giovanni a Piro…) senza dimenticare le chiese rupestri (Grotta della Madonna delle Neve sul Cervati, Grotta di San Michele a Caselle in Pittari, Grotta di Sant’Elena a Laurino, Grotta di Santa Lucia a Magliano Vetere…)

Riusciremo mai ad aprire gli occhi e a rimboccarci le maniche?

 

La “sagra” è morta

Estate, tempo di happening più o meno “politically correct”, grandi uscite, grandi mangiate… cosa resta? Vicoletti sporcati da bicchieri di plastica buttati qua e là, piatti sporchi del sugo dell’immancabile fusillo al ragù di castrato, posate di finto legno “riciclato” come prova dell’avvenuta consumazione di pasti senza anima… senza anima… come queste manifestazioni che hanno l’unico scopo di racimolare qualcosa… Sagre come segnale di svendita di un territorio che non vede l’ora di essere svenduto, anzi ne è persino felice!!



Sagre, l’occasione per invitare questo o quel giornalista che viene dalla città e che, chissà mai, ci può aiutare a vendere (svendere) l’ennesimo prodotto pensato proprio per fare solo un po’ di soldi, senza nessun intento di valorizzazione o di recupero di una tradizione o di una storia…
Sagre, il marcare il territorio come un cane che fa la pipì e che si appropria di uno spazio, la bandierina messa lì credendo di essere un novello Emilio Fede…
Sagre: tristezza infinita riproposta ogni anno con la stessa faccia tosta dell’anno prima…

A Celle di Bulgheria stiamo provando a uscire dagli schemi: la “sagra” qui non esiste, la Cillisi non è una sagra o, perlomeno, prova a non esserlo…
Il 16 agosto rifletteremo sulla situazione attuale di un Ci-lento smarrito, di una terra confusa perchè non abituata ai riflettori…

Ci accompagneranno in questo momento di pausa alcuni personaggi particolari del nostro territorio e i temi trattati serviranno da pungolo per fermarsi e cercare di capire se ci sono strade che si possono imboccare, se ci sono strade che hanno un cuore…

Edmondo Soffritti ci parlerà delle nuove frontiere dell’agricoltura organica rigenerativa, ci spiegherà che è tempo di dire addio ai prodotti chimici, a quanto è pericoloso l’uso del glifosato e di cosa bisogna fare per ristabilire un contatto “sano” con la madre terra… Emilio Conti ci aprirà le porte sulle tematiche relative all’olivicoltura, al prezioso oro giallo che in Ci-lento potrebbe essere veramente la svolta di un territorio… Mario Notaroberto più volte denominato “il brigante” che è tutto meno che un brigante, è un imprenditore tenace, lucido, consapevole delle proprie possibilità, un imprenditore che ha mostrato con i fatti come si costruisce un’azienda che produce ricchezza… Marco Colasanto, giovane agronomo che con Alessandro Scassellati (che cognome impegnativo e quanta nostalgia!!) prova a realizzare reti di impresa in Cilento…

E poi ci sono loro: le memorie storiche di Celle di Bulgheria: zì Palmira, zì Saverio e tanti altri “zì”… un manipolo di giovani: Davide Marotta, Piergianni Guida, Gianluigi Guida e una comunità che prova ad alzare la testa, fiera delle sue origini… questo vogliamo fare: ri-affermare la nostra identità, valorizzare le nostre risorse, uscire dallo scontato e dalla mediocrità ma senza alzare il ditino a mò di professori… lo vogliamo fare con umiltà, con discrezione ma con fierezza, con l’orgoglio di un senso di appartenenza che ci accomuna e che ci rende forti… chi viene alla Cillisi deve sapere che viene a vivere un’esperienza irripetibile, viene a conoscere un pezzo di Ci-lento che non svende la propria identità e la propria storia… vogliamo condividere non svenderci… chi vuole comprare si accomodi altrove.

Taverne e marinai

Camerota, Cilento, Maracuoccio, Infreschi, Cala Bianca, Pozzallo, Lamparata… si potrebbe continuare ancora un bel po’ utilizzando questi hashtag che parlano di un territorio magico e in grande ascesa nei favori e nelle scelte dei visitatori che arrivano in Cilento in questo periodo dell’anno…

Un territorio che racchiude grandi risorse, che custodisce patrimoni e consuetudini legati alla vita marinara ma anche al piccolo artigianato di qualità (qualcuno forse non sa che a Camerota resiste la figura del “Cunzaro” (vasaio) e la figura del cestaio con i suoi lavori in vimini).

Camerota con la recente riscoperta del maracuoccio e il conseguente indotto derivante dalla valorizzazione di questa leguminosa anche grazie all’attenzione di Slow Food… Camerota con i suoi ristoranti di mare e una crescente qualità dell’offerta grazie agli chef che coniugano la tradizione della cucina marinara a geniali elaborazioni che suscitano curiosità e consenso.

La Taverna del Mozzo si accinge a vivere un’altra estate di successi grazie alle proposte e all’inventiva di Davide Mea. Bisogna sottolineare, una volta tanto, la grande qualità di tutto lo staff della Taverna e il grande entusiasmo che contraddistingue l’equipaggio del mozzo Davide, capitanata da Assunta… Carmelo e Stefania sono le pietre miliari e un piccolo drappello di laboriosi collaboratori completa il quadro.

I piatti: si comincia con una fresella scomposta con mozzarella nella mortella, alici di menaica e pomodori confit… Il sentore delicato delle alici ulteriormente stemperato dall’accostamento perfetto a un prodotto di grande appeal come la mozzarella nella mortella…

Come logica continuazione arriva a tavola un Tortino di alici di menaica con foglia fresca di basilico con riduzione di scarola, olive, capperi e alici, accompagnato da crema di pomodorini e peperoni.

E’ poi la volta di un coloratissimo Polipo con pistacchio di Bronte, fagiolini fritti, purea di patate viola e crema di arance… qui il polipo viene cotto a bassa temperatura e poi passato alla griglia… i fagiolini fritti una goduria per il palato come la purea di patata viola…

Segue un altro caposaldo della cucina di Davide: il Baccalà Giraldo con treccia di bufala, pomodori “cuore di bue” con riduzione di pappacelle, basilico e lattuga di mare 

Non può mancare il classico: Spaghetti alle vongole con riduzione di aglio e peperone verde, tarallo sfarinato e aglio dolce… un vero must con un tocco in più… fidatevi!!

A malincuore ci avviamo alla conclusione della ennesima escursione culinaria alla Taverna del Mozzo ma c’è ancora posto per deliziose Gelatine alla frutta (nocepesca, anguria, fragola) ma, soprattutto, per un invitante dessert: Ricotta e fichi con fragole caramellate e panna

Ad accompagnare la nostra cena un ottimo Fiano Valmezzana 2015 dell’Azienda Albamarina di Mario Notaroberto… insomma: il Cilento che basta al Cilento… prosit!!

 

Pappa e Poppa Hostaria

C’è un angolo del Cilento che rappresenta il concetto essenziale della parola “turismo”, un posto dove il bello é di casa, dove il sogno diventa realtà, dove si sintetizza tutto quello che ci si aspetta da una vacanza. Un promontorio unico, bellissimo, caratteristico, inconfondibile sormontato da un faro, altro simbolo onirico di grandissima suggestione… il mare, le spiagge, le grotte numerosissime, un arco naturale, lo scoglio del coniglio, la spiaggia del Buondormire… i tramonti mozzafiato, la giovialità dei residenti… il mito: il nocchiero di Enea inghiottito dai flutti proprio qui, in questo mare azzurro, cristallino, unico… c’è tutto, c’è tutto quello che serve per celebrare una località conosciuta in tutto il mondo, qui è nato il turismo di qualità anche grazie all’apporto del Club Med e qui stanno nascendo le nuove frontiere di un turismo consapevole, orgoglioso delle sue origini e della sua storia, anche a tavola.

Stiamo parlando, ovviamente, di Palinuro e del Cilento… stiamo parlando di un momento storico particolare in ambito turistico. Stiamo parlando di un territorio che, finalmente, esce dall’atavica condizione di “vorrei ma non posso”, di occasioni mancate, di scelte calate dall’alto figlie di logiche estranee alle reali esigenze locali.

Nasce una classe imprenditoriale nuova, consapevole delle potenzialità da valorizzare, consapevole del ruolo da assumere e delle responsabilità conseguenti. Nascono attività produttive di grande spessore (Albamarina per i vini, Aura per sott’oli e confetture), nascono sodalizi e associazioni di categoria che puntano a qualificare e ad ottimizzare l’offerta ricettiva (Consorzio Cilento di Qualità) e nascono ristoranti che interpretano e propongono il territorio come non era mai stato fatto prima.

Pappa e Poppa è una felice intuizione guidata dalla famiglia Cosentino: Gerardo e Maria Cosentino hanno deciso che bisognava uscire dal clichè del ristorante-marinaro-a-Palinuro e si sono buttati, anima e corpo, in questo progetto affascinante, suggestivo ma, soprattutto, di grandissima qualità.

Alla base del progetto c’è il legame indissolubile della famiglia Cosentino con i prodotti del territorio e chi passa all’Hostaria ha la possibilità di verificare quanto forte sia questo legame e quanto sia vincente la proposta dello chef Gerardo.
Gerardo che viene dalla gavetta, ha cominciato con un corso di pizzaiolo a Palinuro ma dopo ha spiccato il volo formandosi tra corsi (Gambero Rosso) e confrontandosi con chef stellati di tutta Italia. Gerardo che si avvale della presenza e della collaborazione della madre: la signora Lucia… mentre il papà, Carmelo, si occupa dell’orto di famiglia vera e propria dispensa di sapori e profumi dei piatti dell’Hostaria…

Completano lo staff Mauro, braccio destro in cucina e, in sala, Maria e Marco: anfitrioni in un percorso di gusto, espressività e carattere.
Le proposte di Pappa e Poppa stimolano la curiosità, solleticano il palato, sorprendono per la raffinatezza e per la ricerca del bello, del buono, dell’autentico ma, soprattutto, hanno la suggestione che accompagna qualsiasi soluzione dettata dall’innovazione, dall’invenzione fantastica che non snatura l’origine dei prodotti ma che, al contrario, ne esalta le qualità e le caratteristiche.

Il risotto acquerello (borragine, stracciatella di bufala, vongole con limone candito) è il paradigma di una sensibilità fuori dal comune che si accompagna a una dedizione assoluta per la propria terra e per il Cilento tutto.
Il baccalà varietà Giraldo (pescato all’amo) con plancton e peperone crusco è qualcosa che “ti trascina letteralmente in mare” e che ti affascina col suo gusto delicato abbinato alla croccantezza del peperone…

Ampia scelta di vini con circa novanta etichette e una grossa rappresentanza dei viticoltori cilentani, il tutto curato da Maria, esperta sommelier… che dire, gli ingredienti ci sono tutti, le premesse esaltanti, i risultati evidenti…
Gerardo e la famiglia Cosentino vi aspettano a Pappa e Poppa, a Palinuro…
Ad maiora!!

Pappa e Poppa Hostaria
Via Indipendenza 113
Palinuro
Cell. 339 3760020

 

 

Nasce Degusta a Palinuro

Cilento ancora una volta sugli scudi, ancora una volta la consapevolezza di avere un territorio ricco di opportunità… si, avete letto bene: un territorio ricco di opportunità che chiede solo di essere ascoltato, esplorato, riscoperto, valorizzato…

Un territorio ricco di storia, di cultura, di tradizioni contadine, di cibo buono e salutare e, oggi come oggi, diventa impellente la creazione di un tessuto sociale consapevole del fatto che si possono creare grossi vantaggi, una classe imprenditoriale che si metta al servizio di un territorio unico.

Una delle carenze principali dei nostri conterranei è la mancanza di informazione sui prodotti autoctoni e non parliamo solo del prodotto in sè, si fa un preciso riferimento anche alle aziende che hanno investito e investono giorno per giorno in un settore in forte espansione ma ancora carente sotto molti punti di vista.

Mario Notaroberto ha pensato ad un progetto che vede al centro dell’attenzione la promozione e la divulgazione delle eccellenze cilentane e vara un locale in quel di Palinuro, meta preferita di tanti turisti che arrivano in Cilento. Il locale si chiamerà “Degusta” e sarà operativo per la fine di giugno portando una ventata di novità nell’ambito della degustazione dei prodotti nostrani.

Non sarà il locale dove sedersi per bere un bel calice di vino… o perlomeno, non sarà solo questo. Mario ha le idee ben chiare: questo posto deve servire a far promozione “sul campo” dei prodotti cilentani, delle eccellenze del territorio, delle aziende che credono nel proprio lavoro e che hanno scommesso sulla valorizzazione del medesimo.

Eventi tematici, serate a tema, showcooking ma anche seminari ed eventi formativi sulle qualità sensoriali, organolettiche e sulle caratteristiche specifiche di prodotti che hanno ancora bisogno di essere pienamente conosciuti e promossi… Quanti possono dire di saper distinguere un Olio Extravergine di Oliva di ottima qualità da un olio di bassa qualità? Ecco: “Degusta” vuole farsi carico anche di questo e, quindi, è previsto lo svolgimento di eventi ove siano presenti esperti dei vari prodotti che non appartengano necessariamente al nostro territorio…

Crediamo in questo progetto e vogliamo portarlo all’attenzione dei conterranei affinchè ognuno sia stimolato a partecipare e a dare un contributo importante.
Mario, oltre che anfitrione, sarà presente con i suoi vini della Azienda Albamarina nata sulle colline di Centola qualche anno fa e in costante crescita.

L’appuntamento è fissato per la fine di giugno, Palinuro… Enoteca “Degusta”… vi aspettiamo…

 

Cilentanità

Il Cilento questo sconosciuto, sovente confuso col Salento, il parente povero della costiera amalfitana, territorio ai margini, più Lucania che Campania… quante ne abbiamo sentite e quante ne sentiamo…

Oggi il Cilento è diventato un brand vincente, fioccano gli outlet Cilento (in territorio di Eboli)… il Caseificio “La Cilentana” (località Serretelle, sempre in agro di Eboli)… i ristoranti tipici cilentani ubicati in posizioni discutibili e improbabili… insomma: il Cilento finalmente sugli scudi con un bel po’ di confusione da regolamentare…

Il Cilento in realtà è terra meravigliosa e unica, con le sue risorse storiche: basti pensare alle rovine di Paestum e di Elea (per non parlare dei siti “minori” come Roccagloriosa, Civitella, Molpa…)… con le sue eccellenze ambientali: il promontorio di Palinuro e le sue grotte, le spiagge bellissime e rinomatissime di Camerota (Pozzallo, Infreschi)… le oasi di pace come il fiume Calore e le gole dell’Oasi di Remolino, l’inghiottitoio della Grava di Vesalo… i suoi tanti prodotti della tradizione rurale e i presidi Slow Food come le alici di menaica (poche le imbarcazioni rimaste a Pisciotta per quest’antica pesca), i ceci di Cicerale (con Giovanna Voria e l’agriturismo Corbella a fare da alfiere)… i fagioli di Controne (Michele Ferrante, un antesignano in questo settore)… la soppressata di Gioi (Raffaello Palladino e Marco Infante)… il cacioricotta di capra (Silvia Chirico e il suo caseificio)… il recentissimo Maracuoccio di Lentiscosa e il fagiolo di Casalbuono, per non parlare dell’oliva Salella ammaccata… insomma, un territorio vasto, variegato e ricco…

Il Consorzio Cilento di Qualità, sodalizio creato tra i Comuni di Centola, Camerota e Pisciotta ha dato vita ad un progetto di ri-scoperta del territorio cilentano e delle sue specificità: il progetto non poteva non chiamarsi che Cilentanità…

Dietro questa sigla l’orgoglio dell’appartenenza, il riappropriarsi di una realtà intrisa di storia e di tradizioni uniche, la consapevolezza di non conoscere a sufficienza tutte le sfaccettature di un territorio affascinante e, nella maggior parte dei casi, sottovalutato nelle sue potenzialità ambientali, storiche, culturali e antropologiche.

Cilentanità… sei tappe “conoscitive” battendo il Cilento in lungo e in largo, rappresentanti di una sessantina di strutture turistiche che hanno capito di avere a disposizione un pacchetto incredibile di opportunità da mettere a disposizione dei loro clienti e dei vari settori di interesse che girano attorno all’affascinante mondo del viaggio, del turismo, della conoscenza…

Sessanta scout, sessanta personaggi entusiasti, curiosi, fieri del loro essere “cilentani”… un territorio ove nascono iniziative imprenditoriali che stanno dando un volto nuovo al tessuto produttivo del Cilento: basti pensare alle innumerevoli aziende vitivinicole di grande qualità che sono sorte nell’ultimo decennio… Maffini, De Conciliis, Rotolo, Albamarina, San Salvatore, Barone, San Giovanni, Donna Clara, Tenuta Mainardi, Tenuta Macellaro solo per citarne alcuni… la neonata Associazione Terre dell’Aglianicone che punta al recupero di questo vitigno autoctono e tutti i movimenti di valorizzazione di una attività in grande evoluzione ed espansione…

Voglio intenzionalmente rimandare un cenno sulla ristorazione di qualità del Cilento ma anche questo è un settore che possiamo giocarci in maniera esemplare grazie alla presenza di grandi professionisti e di gastronauti orgogliosi di poter gestire materie prime uniche e speciali…

Grazie per il momento al Consorzio Cilento di Qualità per questa iniziativa e, consentitemi, un grazie particolare a Pietro Cerullo, Mimmo Caiazzo, Andrea Bifulco, Alfredo Capurso, Pier Luigi Troccoli, Carmelo Stanziola e Carmen Caiazzo…

Ustaria Rosella

_mg_6408

IMG_3365

Ho cominciato a frequentare il basso Cilento nel 2013, al mio ritorno dal Brasile. Avevo degli amici di vecchia data in quella zona e anche amici recenti acquisiti grazie alla frequentazione dei social… un vecchio amico è Antonio Pellegrino. Ci siamo conosciuti in occasione di un corso di formazione che si era tenuto presso la Fondazione Alario nel 2005. Il corso si chiamava “Guide d’esperienza” e aveva il fine di formare 15 operatori del territorio che potessero fare da apripista a quei turisti intenzionati a conoscere l’essenza più vera del nostro territorio, guidarli appunto in tour “esperienziali”.

IMG_0487

Già allora mi aveva incuriosito perchè parlava di un non meglio identificato “Palio del Grano” che stava nascendo in un non meglio identificato (per me ovviamente) paesino chiamato Caselle in Pittari… Descriveva questa iniziativa con molta enfasi e si capiva che doveva essere una cosa che lo appassionava molto… pensavo a quelle cose che nascono e che durano una stagione, finendo ineluttabilmente nel dimenticatoio dove vanno a fare compagnia alle tante cose iniziate e mai finite di questo territorio.

0545

Ovviamente mi sbagliavo, il Palio del Grano è andato assumendo, anno per anno, un’importanza sempre maggiore e ha reso possibile la formazione di un gruppo di giovani molto attivi nella zona di Caselle in Pittari/Morigerati… Questo evento è diventato una kermesse irrinunciabile per tutti coloro che hanno a cuore la qualità del cibo e il recupero delle tradizioni. Si è creata una vera e propria rete di “cumpari” che si scambiano esperienze e materie prime come le sementi antiche dei grani, la “cumparete” abbraccia un territorio vastissimo che si dirama verso la parte alta della provincia di Salerno e verso il Vallo di Diano, passando per la Valle di Pruno dove Angelo Avagliano con la sua calma bonaria dispensa preziosi consigli e suggerimenti impagabili.

4007

Tra i tanti giovani che hanno contribuito a rendere importante questo progetto c’è anche Giuseppe Rivello meglio conosciuto come Jepis… un appassionato di tecnologie digitali e un competente conoscitore di tecniche di comunicazione e marketing. Non voglio dimenticare Antonio Torre, altro pilastro fondamentale di tutte le iniziative nate in seno al gruppo Terra di Resilienza (così si chiama la cooperativa che si occupa di agricoltura sociale ed ecoturismo).

IMG_2698

Ustaria Rosella è un progetto che nasce da un’idea di Antonio Pellegrino, Jepis, Antonella Pellegrino e Giovanni Cammarano. Quest’ultimo è il titolare dell’Azienda Cellito, produttore di salumi di alta qualità nel rispetto delle tradizioni locali. I prodotti principali di questa azienda sono quelli tipici della nostra tradizione: la salsiccia dolce, quella piccante, la soppressata, il capocollo, la pancetta.

IMG_8502

Ebbene questi tre signori hanno chiamato uno scenografo (si avete capito bene) il cui nome è Alessandro Calabrese e gli hanno chiesto di pensare all’arredamento di una location nella piazza di Sicilì, una sala bellissima dove spunta un albero stilizzato con i “frutti” che pendono dai rami… i frutti di una passione mai sopita alimentata costantemente dall’entusiasmo e dalla voglia di fare.

IMG_8348

Alla regia, giù in cucina, nei pressi del forno altri personaggi incredibil: Maria Pellegrino, già conosciuta per i suoi “graffaiuoli” e il Panificio Artigianale “San Nicola” di Sicilì… e poi Francesco Pellegrino e Pino Lioni …

_mg_6412

La novità è che in questo locale trovate esclusivamente prodotti del territorio e non solo… c’è una continua ricerca di innovazione nell’utilizzo di queste risorse… mi ha impressionato assaggiare la “nutella agricola” (sic!) venuta fuori proprio dalle continue ricerche che questi signori mettono in atto quotidianamente.

_mg_6419

Non mi metterò qui a decantare i piatti che sono arrivati al mio tavolo perchè sarebbe un esercizio ozioso e complicato… preferisco che ci andiate di persona, che possiate chiacchierare con questi signori e percepire, come ho fatto io, quanto entusiasmo hanno messo in questa nuova ennesima avventura… Ad maiora!!!

_mg_6423

_mg_6420

_mg_6424

_mg_6427

Giovanna Voria e Davide Mea

_mg_6030

Un incontro fortunato, per il Cilento e per tutti coloro che hanno partecipato alla cena presso La Taverna del Mozzo a Marina di Camerota.
Il locale rinnovato ha ospitato un evento di grande fascino, foriero di altre iniziative che lasciano ben sperare per il nostro territorio.

_mg_5993

Al centro dell’attenzione la cucina “povera” del Cilento fatta di erbe spontanee, di legumi (i ceci di Cicerale e i ceci neri di Corbella) di suggestioni (il maracuoccio di Lentiscosa) e di pesce del nostro mare (i totani e le triglie di Licosa)…

_mg_6038

Il tutto accompagnato dalle ricottine alle erbe aromatiche di Silvia Chirico (dell’omonimo caseificio) e i vini di due aziende emergenti ma già molto solide: Tenuta Macellaro con Ripaudo e Azienda Cobellis con Thumos e Crai.

_mg_6029

Una cena quindi speciale e particolare dove sia gli attori in cucina, sia gli attori presenti in sala recitavano il medesimo copione: amore e passione per il Cilento e i suoi prodotti.

_mg_6003

Tante volte abbiamo pensato che per promuovere il nostro territorio era necessario uscire dai confini del medesimo, tante volte abbiamo sognato di suscitare l’attenzione dei mercati lontani, tante volte abbiamo tentato di affidarci a iniziative di marketing che ci portassero non so dove e, molto probabilmente, abbiamo perso di vista alcune cose importanti e fondamentali, come la promozione nel nostro ambito territoriale.

_mg_6095

Quanti possono dire di aver provato la maracucciata o i ceci di Cicerale? Quanti possono affermare di conoscere i vini del nostro territorio considerata la ricchezza dell’offerta odierna? Quanti sono in grado di sapere quanto sia importante che l’economia locale venga sostenuta dal fatto che si privilegino le aziende del territorio?

_mg_6068

Siamo abituati a correre al supermercato a comprare prodotti a buon mercato di dubbia provenienza e di dubbia qualità, ci piace che si parli del Cilento come “patria della Dieta Mediterranea” e sbandieriamo ai quattro venti il fatto che Ancel Keys abbia vissuto così a lungo nel Cilento ma, alla prova dei fatti, dimostriamo di non essere interessati più di tanto alle proprietà salutistiche di questo stile di vita.

_mg_6063

Andiamo a “promuovere” il Cilento in altri territori e non ci preoccupiamo di farlo conoscere ai cilentani, questa è la verità… anzi, lo era fino a ieri sera… Giovanna Voria, Davide Mea, il Caseificio Chirico, Tenuta Macellaro e l’Azienda Cobellis ci raccontano, finalmente, un’altra storia… da ieri sera…

_mg_6058

Davide Mea e il Cilento

img_6926

Un ragazzo, un appassionato cultore della cucina marinara cilentana, un amico dei pescatori di Camerota, uno che va a fare la spesa nelle loro pescherie e viene accolto come persona speciale perchè si è meritato il posto di persona speciale. E’ colui che è capace di “inventare” qualcosa di “speciale” partendo da un semplice cefalo, da una manciata di alici, da un cuoppo di calamari…

_mg_5196

Una persona del popolo, uno di noi, uno che conosce tutti ed è conosciuto da tutti, cresciuto nelle cucine del ristorante paterno: Il Vecchio Frantoio di Camerota… Uno che ha amato da subito il profumo di quelle cucine dove ha imparato i rudimenti del mestiere… uno che a un certo momento ha sentito l’esigenza di andare a fare un’esperienza a Londra… ha voluto capire che cosa c’era oltre i confini del suo territorio, cosa poteva imparare andando a incontrare persone nuove, culture nuove, linguaggi sconosciuti…

img_6922

img_6942

Lo ha fatto e lì ha capito che voleva tornare e vivere nella terra che lo aveva visto crescere, il Cilento tanto vituperato e sovente maltrattato… ha iniziato la “sua” avventura e ha messo su il “suo” locale…

img_3931

L’offerta di Davide e della Taverna del Mozzo è una sfida al territorio, alle cose fatte perchè si devono fare, ai piatti conosciuti triti e ritriti, riproposti ogni volta stancamente, gli inni all’omologazione e alla frittura di “gamberi e calamari” oppure all’ennesimo “spaghetto alle vongole”…

img_3944

C’è passione, c’è inventiva, c’è curiosità, c’è innovazione, c’è istinto entusiasmante, c’è la ricerca costante e appassionante di ingredienti nuovi, di qualità… anche non necessariamente nostrani ma sempre di grande qualità… vogliamo parlare del Baccalà selezione Giraldo???

img_3937

C’è l’occhio di riguardo ai vini del territorio, ci sono le cantine più importanti del nostro Cilento, il giusto abbinamento tra il piatto e il bicchiere…

img_3949

Davide Mea e La Taverna del Mozzo merita una visita, andate a vedere che succede in quel localino dai colori del mare, sedetevi e lasciatevi sedurre, lasciatevi condurre attraverso un viaggio sorprendente e godereccio… si, proprio così… godereccio… ogni piatto sarà una scoperta e una rivelazione che vi verranno propinati dalla passione e dall’inventiva di questo personaggio amante del buono e del bello.

img_3950

img_5264

img_5292

img_5308

_mg_5136

_mg_5175

_mg_5183

Futos: 12 e 13 novembre 2016

 

_mg_2611

Futani, 12 e 13 novembre 2016: festa della castagna. Nell’imminenza di questo evento si confrontano in una chiacchierata sulle condizioni sociali ed economiche del nostro territorio Mario Notaroberto, imprenditore cilentano originario di Castinatelli, frazione di Futani,  che vive in Lussemburgo dal lontano 1984 anche se, in effetti, non se n’è mai andato. Mario ama il territorio in maniera viscerale e totale, come è nel suo carattere sanguigno e autentico… e Marco Cuda, presidente della Pro Loco di Futani, animatore del territorio, appassionato della cultura cilentana e grande aggregatore di risorse e personaggi della sua comunità…

img_4412

La Festa della Castagna di quest’anno sarà, per forza di cose, un evento un poco dimesso nella forma e nella sostanza a causa delle difficoltà del settore dovute alla presenza di questo imenottero: il cinipide galligeno.

cinipide

Il cinipide galligeno del castagno, Dryocosmus kuriphilus Yasumatsu, è un piccolo imenottero considerato uno degli insetti più dannosi per il castagno.
La specie molto diffusa in Asia e negli Stati Uniti, è stata ritrovata per la prima volta in Piemonte, in provincia di Cuneo, nel 2002. Danni, oltre che in Piemonte, sono stati rilevati nel Lazio e la presenza di questo imenottero è stata segnalata nel mese di Aprile del 2008 anche in Campania, provincia di Avellino e Salerno.
I danni che compie l’insetto sono molto evidenti: provoca la formazione di galle, cioè ingrossamenti di varie forme e dimensioni, a carico di gemme, foglie e amenti del castagno. Un forte attacco di quest’insetto può determinare un consistente calo della produzione, una riduzione dello sviluppo vegetativo e un forte deperimento delle piante colpite.

_mg_2654

Da queste galle nel mese di giugno e luglio fuoriescono le femmine alate che vanno a depositare le uova nelle gemme presenti. Dalle uova fuoriescono le larve che si sviluppano molto lentamente, sempre all’interno delle gemme, senza che queste presentino sintomi esterni della infestazione.
Nella primavera successiva, alla ripresa vegetativa, si ha un rapido sviluppo delle larve che determina la formazione di caratteristiche galle, prima verdastri e poi tendenti al rosso. Le larve stesse spesso determinano un arresto dello sviluppo delle gemme, da cui si sviluppano foglie di dimensioni ridotte.

_mg_2613

La diffusione di questo insetto ha inciso fortemente sulla produzione castanicola del Cilento e ha determinato una perdita in termini reddituali consistente nelle zone di produzione.

La kermesse dedicata a questa risorsa diventa, per forza di cose, occasione di riflessione sulle potenzialità di alcune risorse territoriali e dell’incidenza di determinati fattori nell’andare a condizionare le aspettative economiche di tanti operatori della filiera.

_mg_2664

Quest’anno si parla addirittura di una diminuzione del 90% del prodotto rispetto agli anni precedenti, un calo spaventoso sul quale va puntata l’attenzione di tutte le componenti della comunità: un dato che deve preoccupare gli imprenditori, gli amministratori, i politici, gli operatori culturali e il mondo dei giovani…

I giovani, è questo il focus del confronto tra Mario Notaroberto e Marco Cuda: il dibattito si snoda sulle tematiche relative all’elaborazione di strategie che possano riportare i giovani a riconsiderare l’humus culturale e strategico di un territorio che vede nascere attorno ad esso un interesse mai riscontrato prima.

_mg_2653

Il Cilento come terra di confine ma anche come territorio in cui sono state conservate le consuetudini tipiche del mondo rurale e contadino, un territorio in grado di reggere l’impatto negativo di eventi come questo del cinipide per attrezzarsi e ripartire utilizzando le risorse di un mondo troppo presto dato per finito e spacciato.

_mg_2617

In Cilento settori del mondo rurale una volta ritenuti marginali stanno prendendo corpo e stanno diventando il riferimento di un’economia che vede sempre più la risorsa “territorio” al centro della questione.

img_4409

Futos come Pro Loco di Futani e Futos come etichetta del nuovo Aglianico targato Albamarina… Collocazione ideale di un prodotto intimamente legato al territorio di appartenenza…

_mg_2671

Vi diamo appuntamento alla Festa della Castagna, 12 e 13 novembre a Futani… su queste pagine un ampio resoconto della kermesse e riflessioni raccolte sul campo…

img_4417